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Plesso Collodi

Comune di Rivoli (To)

Classi 5  Alunni 88

Laboratori:pittura, scienze, informatica,inglese

 

Chi era Carlo Collodi?

Questa ricerca è stata fatta dalla classe quarta A della scuola Collodi nell’anno scolastico 2004/2005.

Nel mondo uno dei più famosi e amati personaggi della letteratura per l’infanzia è senza dubbio Pinocchio; meno noto a livello internazionale è il suo autore :Carlo Collodi. Carlo Collodi (il cui vero nome è Carlo Lorenzini), nasce a Firenze nel 1826. La madre, Angelina Orzali, benchè diplomata come maestra elementare, fa la cameriera per l’illustre casato toscano dei Garzoni Venturi e in seguito presso la ricca famiglia Ginori di Firenze. Il padre Domenico Lorenzini, di più umili origini, debole di carattere e fragile di salute, lavora come cuoco per gli stessi marchesi Ginori.

Primogenito di una numerosa e sfortunata famiglia (dei dieci figli, sei ne muoiono in tenera età), Carlo frequenta le elementari a Collodi, affidato ad una zia. Malgrado il carattere vivace, inquieto e propenso alla ribellione, viene avviato agli studi ecclesiastici presso il Seminario di Val d’Elsa e poi dai Padri Scolopi di Firenze.

Quando il fratello Paolo Lorenzini diventa dirigente nella Manifattura Ginori, la famiglia acquista finalmente un po’ di serenità e di agiatezza e Carlo può iniziare la carriera di impiegato e di giornalista.

Abbracciando le idee mazziniane, partecipa alle rivolte risorgimentali del 1848-49. Negli anni Cinquanta, nel suo ruolo appunto di giornalista, descrive la realtà toscana cogliendone i lati spiritosi e bizzarri, fatta di intrighi e storielle da caffè per mezzo di fulminanti invenzioni linguistiche. Tutto materiale che confluirà nel suo capolavoro, l’intramontabile Pinocchio.

Stimolato dalle esperienze come giornalista, comincia a scrivere intensamente, esercitando la sua capacità di dar vita, per mezzo della sua poetica, alle novità della vita contemporanea. Ne sono testimonianze i suoi primi romanzi “Un romanzo in vapore” e “Da Firenze a Livorno”, pubblicati intorno al 1856 e in cui l’autore fu tra i primi a evidenziare la novità tecnologica apportata della ferrovia.

Di ingegno versatile, creativo, spiritoso, Lorenzini fondò in seguito il periodico “Il Lampione” che si prefiggeva di “far lume a chi brancolava nelle tenebre”; ma la sua vera strada la trova quando, giù avanti con gli anni, si dedica alla letteratura per l’infanzia. Come funzionario al servizio dello stato unitario appena formato, inizia con la traduzione dei racconti delle fate di Perrault, per poi lavorare a vari libri pedagogici per la scuola. Per questa attività adotta il nome di Collodi che non è altro che il nome del paese originario della madre (all’epoca in provincia di Lucca, mentre dal 1927 si trova in provincia di Pistoia).

Dopo “Giannettino” (1875) e “Minuzzolo” (1877) scrive il suo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”, apparse per la prima volta sul “Giornale dei bambini” nel 1881 con il titolo “La storia di un burattino” facendole terminare con il quindicesimo capitolo. Dopo pochi mesi Collodi riprese la narrazione del libro con il nuovo titolo per portarlo a termine nel 1883 anno in cui viene raccolto in volume dall’editore Felice Paggi di Firenze.

Originariamente le avventure di Pinocchio terminavano nell’episodio dell’impiccagione, con la morte del burattino. Le proteste dei piccoli lettori del “Giornale dei bambini” indussero però l’autore a proseguire il racconto, che si concluse definitivamente, con la trasformazione del burattino in bambino. Qualche anno dopo la sua apparizione in volume, “Le avventure di Pinocchio” divennero un testo vendutissimo, un classico che indubbiamente oltrepassa i confini della letteratura per l’infanzia. L’opera è stata pubblicata in 187 edizioni e tradotta in 260 lingue o dialetti.

Prima di aver goduto del meritato successo, Carlo Collodi muore, improvvisamente, il 26 ottobre 1890 a Firenze. Le sue carte, donate dalla famiglia, sono conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

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